Dimmi come ti siedi… E ti dirò che poltrona sei
«Phileas Fogg sedeva nella sua poltrona. Teneva i piedi uniti come un soldato sull’attenti, le mani appoggiate sulle ginocchia, il busto eretto e la testa alta. Guardava le lancette della pendola, un complesso apparecchio che indicava le ore, i minuti, i secondi, il giorno, il mese e l’anno. Quando lo strumento avesse suonato la mezza, mister Fogg, ottemperando alla sua abitudine quotidiana, sarebbe uscito di casa per recarsi al Reform Club. Phileas Fogg era di un’esattezza matematica; era una di quelle persone sempre pronte e mai frettolose, econome nel passo e nel movimento. Non faceva un metro di troppo perché sceglieva sempre la via più breve. Non sprecava uno sguardo gettandolo al soffitto; non si permetteva alcun gesto superfluo. Era l’uomo più calmo del mondo…»
Quelle due non riuscivano davvero a smetterla di guardarsi in cagnesco. Stavano a soli pochi centimetri di distanza, quando il signor Maurizio, forse stanco di sentirle litigare, le separò e le mise una di spalle all’altra.
È difficile conciliare due nature così diverse.
Una, Normal-e, tradizionalista, esigente, un po’ snob… Una da boiserie, caminetto e alte scaffalature piene di libri impolverati, per intenderci; l’altra, moderna, tecnica, sportiva, aggressiva come una motocicletta.
Due musiche completamente diverse: violino e archi per una, techno elettronica per l’altra.
Normal ama leggere: James Joyce, Jules Verne, National Geographic, Oscar Wilde, preferibilmente dopo il tè, sull’imbrunire.
L’altra… non legge… non che io sappia. Non ha un nome; si chiama D80, come un numero di telaio. È veloce, scattante, ha cinque leve di regolazione e binari di scorrimento: lei ferma non ci sa stare. Neanche da seduta!
Ma non dovete credere a nessuna delle due. Se c’è una cosa che hanno in comune è questa: mentono al primo incontro.
Quello che da lontano sembra un conflitto generazionale in piena regola tra un’amabile old lady di London e una biondissima, massiccia tedesca dai larghi polpacci in sintetica nera…non lo è.
Normal di old non ha proprio nulla: ha 10 anni appena; men che meno di British: di padre italiano (Massimo Scolari) e madre italiana (Giorgetti), è nata tra Novi Ligure e Meda.
Quell’altra, scattante e dinamica, di padre francese (Jean Prouvé) e madre tedesca (Techta) ha ben 83 anni! È una della prime sitzmaschine a essere progettate…un pezzo da museo.
Tra le due litiganti… Le chat: 46 anni d’età, ma sembra un’adolescente. Come appena uscita da un set cinematografico hollywoodiano. Più che un gatto… E’ una gatta sul tetto che scotta: due linee, due curve… La femminilità di Liz Taylor rivisitata da Andy Warhol col sottofondo ipnotico-psichedelico di Moonlight Drive dei Doors. È un vero viaggio nel tempo. Su una poltrona così non puoi restare a lungo nel 2013.
Ma Le chat non è una poltrona… Neanche con la fantasia più fantasiosa la si può credere una poltrona… Le chat è la scia di un gatto che balla per la sala… uno Stregatto un po’ fuori di testa che non sa stare fermo. È una sedia da ballo… è fatta di musica.
(Per questo contributo al blog, ringraziamo gli stagisti – Roberta Raciti e Giuseppe Christian Motta – di Harim | Accademia Euromediterranea, che sono stati da noi fino al termine dell’estate)



