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Stage da Tito: libreria, spazio dei pensieri

Dopo che stai tre giorni dentro Tito D’Emilio a puntare, tra un’anta e l’altra dell’armadio, le cucine Boffi…non resisti. E così noi siamo andati decisi ad affrontare le signore Boffi!

“Non è ancora il momento!”

“Ma perché?”

“Perché richiedono ben tre corsi di formazione”.

Un po’ delusi siamo passati alla zona giorno. Facile? Neanche per sogno. Prendiamo una libreria… Sembrano tutte uguali, no?! Mensole su mensole su mensole. Eppure ci sono differenze di prezzo notevoli!

Il fatto è che non siamo abituati a guardare. Quando entriamo in un negozio, quasi mai facciamo le domande giuste, né tantomeno il nostro interlocutore si preoccupa di suggerirci le domande giuste: 9 su 10 non gli conviene.

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È che siamo ignoranti. Non è una questione di titoli di studio, capiamoci, siamo ignoranti in materia di mobili! Libreria altezza tot. Larghezza tot. Capienza tot. Color faggio, color legno vero, color legno finto, color colore, prezzo? Beh… mica siamo scemi… Messa così sembrano tutte uguali quindi compriamo quella che costa meno!

Perché pagare una maglietta bianca Trussardi 5 volte di più di una maglietta bianca cinese? Perché… te ne accorgi dopo qualche lavaggio. Solo che una maglietta bianca è una maglietta bianca… una libreria è il pezzettino della tua casa dove hai scelto di depositare i tuoi pensieri, i tuoi saperi, i tuoi ricordi… e se si imbarca… se si macchia… Se si scolla… Se si logorano gli spigoli, se inizia in modo preoccupante a inclinarsi e “pendere” da un lato che fai?!

Fai così… gli scatoloni di cartone sono più affidabili!

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Quello che tu devi chiedere è di sapere, di capire, cosa puoi scegliere, come vuoi che sia fatta la tua libreria: dai materiali, agli spessori, agli schienali, le finiture, il taglio di ogni singolo pezzo e il modo in cui lega con gli altri, le ante, le maniglie, il modo in cui tu vuoi che si aprano! E questo dipende da te, dalla tua gestualità, dal tuo modo di muoverti, di toccare, di usare gli oggetti, dalle tue mani. Solo di una cosa dovresti preoccuparti, quando compri una libreria: di ricordarti chi sei e cosa vuoi. E se non lo sai e vuoi soluzioni già pronte per qualcun altro è l’ennesima (non certo la più importante) occasione persa per conoscere te stesso. Ci sono luoghi in cui ti può capitare un’esperienza del genere, luoghi in cui, nonostante l’offerta del mercato, l’omologazione, puoi davvero chiedere quello che vuoi… E luoghi in cui al massimo ti è concesso di scegliere tra due opzioni.

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È questo che ti capita entrando qui. Sei pronto? Il signor Tito insegna che il tuo abitare nel mondo, i tuoi gesti quotidiani, il tuo modo di muoverti, di sederti, di mangiare, di pensare, il tuo modo di essere e di vivere è descritto e determinato dalla tua casa; non è un luogo di passaggio, non è qualcosa da mostrare agli altri in cui poi non riesci ad abitare, non è qualcosa che puoi delegare alle industrie e basta e non puoi barattare tutto questo per un più o meno consistente risparmio.

Se non sei pronto, piuttosto attendi… Aspetta di innamorarti, metti da parte, coccola i tuoi desideri, senza fretta, non scegliere tra quello che “passa il convento”: non lo faresti per la donna o l’uomo della tua vita… Non farlo per la tua casa.

(Per questo contributo al blog, ringraziamo gli stagisti – Roberta Raciti e Giuseppe Christian Motta – di Harim | Accademia Euromediterranea, che sono stati da noi fino al termine dell’estate)

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